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IL CARDIOPATICO E IL DENTISTA

- Innanzitutto occorre che il paziente cardiopatico  porti al dentista l'elenco dei farmaci che assume

 

CARDIOPATIE - DENTISTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Non c'è alcuna necessita' che il paziente sospenda la terapia anticoagulante (SINTROM o COUMADIN) e l'antiaggregazione piastrinica (ASPIRINA, PLAVIX, TICLOPIDINA,PRASUGREL) in caso di interventi odontoiatrici semplici (es. estrazione di uno o due denti) ma è opportuno che l'INR (in caso di anticoagulazione) sia verificato il giorno prima della procedura e sia inferiore a  2 ; in caso di procedure complesse saranno adottati gli accorgimenti locali previsti (accurata emostasi  locale e acido tranexamico in loco al momento dell'intervento e dopo, facendo 4 sciacqui al giorno per due minuti con una fiala di Tranex diluita in pari volume di acqua per una settimana).

In un articolo del 2000 su circa 1500 pazienti sottoposti ad interventi odontoiatrici , dei quali circa 950 avevano mantenuto l'anticoagulante  e 575 lo avevano sospeso, si ebbero solo l'1,3% del primo gruppo ebbe lievi emorragie mentre nel gruppo che aveva sospeso l'anticoagulante 5 pazienti ebbero gravi complicanze tromboemboliche, che in 4 di loro portarono al decesso. 


DENTISTA

  

- Meglio se le procedure sono effettuate al mattino e si eviti  gli interventi nel fine settimana.

- Nei paziente in cui si ravvisi un rischio emorragico consistente 0 sia portatore di protesi valvolari cardiache o abbia recentemente eseguito una procedura di angioplastica coronarica, con o senza applicazione di stent, e' opportuno il parere del cardiologo.

- visto che il sanguinamento è spesso favorito dalla flogosi parodontale, e' consigliabile che - specie nei pazienti scoagulati o antiaggregati - nei giorni precedenti la procedura dentaria si contrasti l'infiammazione.

 

dentista

 

   

- il paziente cardiopatico (in particolare se valvulopatico) , ancor piu' del paziente "sano", deve sottoporsi a controlli odontoiatrici periodici in modo da prevenire e curare le paradontiti.

- ricordarsi della profilassi per l'endocardite infettiva nei casi previsti.

Le indicazioni alla profilassi per l'endocardite infettiva sono state rivalutate e limitate ai pazienti a rischio elevato (portatori di protesi valvolari o con pregressa endocardite) sottoposti a procedure che prevedono la manipolazione dei tessuti gengivali o della regione periapicale dei denti o la perforazione della mucosa orale.

 


 

 

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